Se fai tutto da sola

Forse non sei nel posto giusto

Io sono sola

Sono sola anche quando ci sei

Perché quando ci sei

Non ci sei mai veramente

Non ci sei perché passi il tempo a rispondere ai messaggi

Non ci sei perché se ti chiamano rispondi subito

Non ci sei perché ti arrivano notifiche che guardi subito


Io sono sola quando tu fai tutto questo

E mi lasci lì a guardarti

Io sono sola quando non mi rendi partecipe della tua vita

Quando ti faccio una domanda e non mi dai una risposta

E se te lo faccio notare dici di non aver sentito


Io sono sola

Quando mi espongo o scontro con altre persone e poi da te ricevo rimproverai sul mio comportamento

Io sono sola

Quando voglio fare qualcosa o comprami qualcosa e da te non ricevo appoggio ma solo giudizi


Sono sola

E ho imparato a starci

Anche se non mi piace

Ma quello che non posso accettare

È il mio essere sola anche se mi avevi promesso che ti saresti preoccupato per me

Per sentire ancora tutto il calore che ora non ho.

Chiariamo qualche cosa.

Non hai idea di quanto io sappia che non dovrei sapere. Quanto parli male alle mie spalle.

Mi odi tanto perché sono il contrario di te.

Ti dico le cose in faccia, anche se orrende. Sono vera, non ho paura di farmi odiare.

Poche persone sono veramente mie amiche, perché poche persone sanno dirti in faccia quello che pensano.

Se poi pensi che non abbia mai speso belle parole sul tuo conto, credilo pure.

Ma come è già stato detto, per due anni interi ho spinto perché ti lasciassero fare quello che volevi fare.

Consapevole che caratterialmente non mi piaci, che farti fare quello che volevi voleva dire dover lavorare con te, con la poca pazienza che mi ritrovo. Però alla fine ce l’ho fatta. Perché mi sono spesa tanto per te? Perché sapevo quanto ci tenessi, tutto qua.

Forse credi che me la prenda con te tutto il giorno, ma mi dispiace dirti che ho di meglio da fare che parlare male di te con altre persone.

Non avrò la vita perfetta, non mi devi sicuramente prendere da modello. Ci ho messo tanto per trovare la mia strada e ancora non l’ho trovata del tutto. Ma il tuo giudicarmi su questo non ti fa risultare migliore di me.

Credo che tu non sappia nulla della mia vita. Solo il lato sentimentale, perché sono vera anche in quello e non ho paura ad esprimere quello che sento.

Forse me la prendo troppo se vengo a sapere che qualcuno parla alle mie spalle ma ti giuro che da quel momento non hai più considerazione da parte mia.

Non mi interessa se ci sei oppure no.

Se te la prendi per una battuta su un argomento dove scherzi sempre anche tu, non so che posso farci.

Però va bene se tu dai della cretina che non capisce un cazzo a una ragazza.

Non sono l’unica a pensare questo di te, ma forse sono l’unica che te lo dice in faccia.

Ho sempre pensato che una persona dovrebbe essere grada quando le viene fatto notare quando sbaglia.

Se avessi detto “stai esagerando, smettila”, avremmo potuto intavolare un discorso civile e avrei capito che limite dovevo raggiungere.

Però tu hai la particolare capacità di parlare alle spalle e stare zitto quando una persona è di fronte a te.

Non crederti una bella persona, perché non lo sei.

Come non lo sono io.

Hai paura

Lo so

Hai paura

“La parola con la A”

Questa non è maturità

Se sei maturo lo dici

AMORE

Questa è la parola con la A

E non mi vuoi perdere

Mi vuoi nella tua vita

È già successo

Tutto questo

Di nuovo

Non lo posso sopportare

Forse non lo voglio

Uno come te

Che ha paura

Paura dei propri sentimenti

Voglio qualcuno che lo ammetta

Ammetta di amarmi

Di amarmi anche tanto

Più di quanto possa amare io

Perché io amo tanto

E amo forte

Lo sai

Dico amo per non dire voglio bene

Due parole a cui do la stessa importanza

Due parole che per me sono uguali

Dovresti sapere che per me sono questo

E comunque sei stato la mia vita

E voglio te nella mia vita ora

Cosa posso fare?

Aspetto

Come ho aspettato

Ma tu devi sapere che un giorno

La mia pazienza finirà

E se non fai in tempo

Non mi troverai

Dove mi hai lasciato

Buona fortuna

Io ti amo.

Ti amo tanto.

Ed è dura, veramente tanto.

Ma se è troppo grande e troppo presto per te e non mi vuoi avere accanto a te in quel modo ora.

Allora io starò accanto a te un po’ meno di prima.

In modo diverso, come vuoi tu.

Perché alla fine vinci sempre tu

Io perdo sempre

Perdo un pezzo di me

Ogni volta

E so cosa dovrei fare, ma in questo momento non sono così forte

La mia testa viaggia

Una parte di me dice di scappare

E l’altra di rimanere così

Mi dicono stai attenta

E io ho paura di illudermi come l’altra volta

So che non durerà per molto, so cosa sta diventando

La mia paura sei tu

Il mio coraggio sei tu

La mia indipendenza è da principio nata grazie a te

Se non mi avessi spinto e incoraggiato sarei ancora quella bambina che guarda il soffitto della sua camera e si immagina la vita senza fare nulla

Io ti voglio bene, veramente tanto

Ti aspetto

ahfiore:

“È passato un mese. Non sono più venuta a cercarti. Non ti scrivevo. Non ti chiamavo. L'hai fatto tu. Mi ha scritto, mi hai chiamato. Mi hai distrutto un altro po’. E te ne sei andato di nuovo. Però questa volta ti ho chiesto io di darmi del tempo. Sostanzialmente non ce la faccio. Ad essere quello che tu vuoi che io sia. E poi. Nel momento in cui mi sentivo forte e in grado di affrontare la “cosa” ti ho chiesto di vederci. Hai accettato. Ci siamo trovati su quella panchina. Abbiamo parlato. Tanto. E lo sentivamo entrambi che stavamo bene in quel momento. Me l'hai detto tu. Che stavi bene. Poi me lo hai detto. Adesso c'è qualcun'altra. In un istante il mio cervello ha analizzato che non potevo più esserci per te. Dovevo andarmene. In velocità. E non importava quanto amore provassi per te. Dovevo lasciarti vivere quello che volevi vivere. Tu però hai proposto di uscire insieme. Con i nostri amici. Io non volevo. Non potevo uscire con te. Ma hai insistito. Non ce l'ho fatta. Ho ceduto e ti ho detto “va bene”. Ed eccoci arrivati al giorno in cui avremmo dovuto uscire insieme. Mi hai chiesto se potevi venire prima da me. Per parlare. Parlare di cosa? Pensavo non ci fosse nulla da dire ancora. Ti ho assecondato anche questa volta. Sei arrivato da me. In ritardo. Lo hai fatto apposta perché non eri più sicuro di cosa volevi dirmi. Me lo hai detto tu. E infatti non mi hai detto nulla di importante. Ma hai comunque chiesto di venire prima. E abbiamo parlato, come al solito, di cazzate. Come al solito, è stato bello. Stavamo bene. Poi è arrivata la mia ancora di salvezza. Quello che è stato nella merda con noi. E non c'è mai uscito. Mi ha salvata di nuovo. Mi ha salvato dall'illudermi e sperare ancora a una storia con te. Abbiamo passato il pomeriggio insieme. Noi tre. Come una volta. Sembravamo tutti felici e tranquilli. Poi è arrivata la mia psicologa. Quella che pure lei ha un sacco di problemi e sta male. Ma in qualche modo c'è sempre. Quella da cui andavo sempre per chiedere come stavi. E ci siamo divertiti. Ancora. Siamo usciti. Abbiamo bevuto e ballato. Alla fine siamo rimasti solo io e te. Avevo paura. Di illudermi ancora. E ancora. Abbiamo ballato un altro po’ solo io e te. Io non ti guardavo. Ti ho detto. Avevo paura. Con gli occhi chiusi a sguardo basso, ballavo. E sentivo solo la musica. La gente mi spingeva e tu mi tenevi su se perdevo l'equilibrio. Poi mi hai chiesto se avevo voglia di andare in piscina. In piscina da me. E non so in quel momento cosa stavi pensando. Anzi lo so. Ma non l'ho capito. Eri felice. Sembravi tranquillo. Siamo tornati a casa mia. Siamo andati in piscina. Si è azzerato tutto. Tutti quei mesi di lontananza. Si sono azzerati. Per un momento è sembrato tutto come una volta. Tu che stavi bene con me. E io che stavo bene con te. E tremavamo. Ma non per il freddo. Il tuo cuore batteva fortissimo. Lì ho risentito tutto l'amore che provo per te. Non se n'è mai andato. Poi a un certo punto. Sono ritornata alla realtà. Tu non sei più mio. Ti ho guardato e ti sei messo a piangere. Ti ho consolato ma poi mi sono staccata da te, mi sono allontanata. E di nuovo volevo andarmene. Però c'era ancora qualcosa che mi tratteneva dentro quella piscina. Mi sono persa nei miei pensieri. Guardavo il buio dandoti le spalle. Non volevo guardarti. Non se voleva dire farti piangere. Ti sei avvicinato a me. Mi hai fatto girare, mi hai detto che era meglio se uscissimo. Siamo usciti. E mi hai coperto con il tuo asciugamano. Tremavi. Ho diviso l'asciugamano con te. Ma questo ci faceva stare vicini. Abbracciati. Tremavamo ancora. Siamo andati dentro casa mia. Ti ho chiesto che ti ho fatto. Che ti ho fatto se ti faccio ancora un certo effetto anche se vuoi qualcun'altra nella tua vita? E hai pianto di nuovo. Cercavo di essere forte per te. Ti dicevo di non piangere. Ma non ce l'ho fatta. Ti ho guardato e le parole sono uscite da sole. “Ti odio”. Sono scappata nell'altra stanza e mi sono messa a piangere io. Con i singhiozzi. Mi hai raggiunto. Non riesci a lasciarmi male. Mi hai detto tu di non piangere. Mi hai asciugato le lacrime. Siamo tornati di là. Ti sei perso nel vuoto mentre io mi cambiavo. Sono venuta da te e ti ho chiesto che avevi. Non me lo hai detto. Ti ho chiesto cosa provi per me. Mi hai detto che la mia mancanza si sente tanto. Ti ho riportato a casa. Prima di scendere mi hai voluto dire cosa ti tormentava. Forse non dovevi dirmelo. Ma io ti ho sempre spronato a fare quello che ti sentivi di fare. Me lo hai detto. Una cosa che in cuor mio già sapevo. Anzi non la sapevo solo io. La sanno anche i nostri amici. Quella cosa che hai capito pure tu. Peró adesso. Con tutta la calma che potevo avere ti ho detto “va bene, scendi”. Non sei sceso. Mi hai guardato. Eri preoccupato. Non mi hai mai visto così fredda. Mi sono girata verso di te e ho pianto ancora. Perché sai che piango troppo. Ho iniziato a urlarti contro. Non mi hai mai visto neppure così. Continuavo a dirti di scendere. Ma non te ne andavi. Volevi che mi calmassi. Avevi paura che mi potesse succedere qualcosa. Allora per farti scendere, mi sono calmata. Mi hai fatto promettere di scriverti quando fossi arrivata a casa. L'ho fatto. Non ce la faccio a farti preoccupare. Non ce la facciamo a stare lontani.”


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